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In economia, si intende per fabbisogno un bene o un insieme anche eterogeneo di beni o comunque di utilità, cose fungibili o diritti (quando ad essi sia attribuibile un valore) del quale sia avvertita la necessità e che l'uomo dovrà procurarsi (approvvigionamento) per produzione diretta (ivi intendendosi anche l'invenzione e la raccolta) ovvero per acquisizione da altri uomini, ad esempio attraverso lo scambio. Il fabbisogno da soddisfarsi attraverso lo scambio è, secondo alcune visioni, il fondamento stesso della nascita delle scienze economiche.Il fabbisogno è infatti la vera ragione, diretta o indiretta, della pratica dello scambio e fu anche definito la consapevolezza dell'inadeguatezza delle risorse disponibili cui consegue un'azione volta a soddisfarlo (cioè un'azione economica). Il fabbisogno è sempre correlato al suo ambito di riferimento ed è graduabile a seconda degli obiettivi che con l'acquisizione delle risorse mancanti si intendono raggiungere, avendosi un fabbisogno di sussistenza o statico, che si soddisfa con risorse di stretta necessità per tacitare esigenze di tipo immediato, ed un fabbisogno programmatico o dinamico, che si soddisfa con risorse necessarie a conseguire obiettivi di più ampio respiro.La misura della soddisfazione del fabbisogno consente la determinazione dell'utilità delle risorse da acquisire ed è pertanto base della definizione delle utilità marginali. |
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